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FALO' DI SAN NICOLO'
A TOSSIGNANO sotto la rocca
DOMENICA 6 DICEMBRE 2009 ore 19
Così come da secoli, anche quest’anno domenica 6 dicembre a Tossignano nei pressi della quercia scolpita, si svolgerà l'antico "Falò di San Nicolò".
Nelle giornate che precedono la festa i membri della Pro Loco di Tossignano con la collaborazione di paesani volonterosi si ritrovano indaffarati a raccogliere sterpi, ginepri, legna e potature per formare la grande catasta di legna che sarà accesa domenica 6 alle 19,30, quando i bambini provenienti dal paese accenderanno un immenso rogo dagli evidenti significati simbolici che continuerà a bruciare per tutta la notte.
Tossignano, antico insediamento villanoviano noto fino dal VII secolo come un potente borgo fortificato (le prime tracce di vita comunitaria risalgono al IV secolo) , venne completamente distrutto durante la seconda guerra mondiale; uniche memorie il campanile della parrocchia e la cinquecentesca chiesa di San Girolamo.
Qui l'usanza del "Falò di San Nicolò" si perde nella notte dei tempi ed è legata alla figura di San Nicola di Bari protettore degli scolari (vescovo vissuto intorno al 270) la cui festa, per il profondo legame che il Santo ebbe con i fanciulli, viene considerata un gioioso anticipo del Natale soprattutto in Europa Occidentale.
Verso la fine dell' Ottocento la festa assunse un carattere più scolastico e religioso infatti, la sera del 6 dicembre tutti gli scolari del paese si recavano nella chiesa di San Girolamo per la funzione religiosa e quindi uscendo professionalmente con i ceri accesi appiccavano fuoco ad una grossa catasta di legno collocata al centro della piazza.
I bambini si rincorrevano festosi mentre le donne riempivano scaldini e scaldaletto con le braci del falò.
Cosi sarà anche quest'anno, con l'aggiunta di un gustoso finale gastronomico, a base di polenta ben condita preparata dal Comitato Festa della Polenta, caldarroste e vin brulé ad opera della Pro loco di Tossignano.
Le magiche suggestioni della notte di San Nicolò rappresentano la conclusione di una giornata da passare all'aperto, lontano dalla nebbia che assedia la pianura padana, lungo la valle del Santerno alla scoperta della vena del gesso.
Un' area di grande interesse naturalistico e geologico, facente parte della formazione gessoso - solfiera che si estende dal Piemonte alla Sicilia, proprio attorno a Tossignano raggiunge dimensioni e caratteristiche veramente notevoli e da poco diventata "Parco della Vena del Gesso Romagnola" .
Esiste un sentiero (il G.C.R. 705 e varianti) che da Tossignano sale verso i borghi di Banzole e della Rocchetta costeggiando la vena del gesso: un itinerario ricco di suggestione che permette di ammirare in tutta la sua bellezza la vena che qui è caratterizzata oltre che dal panorama, da una rigogliosa vegetazione mediterranea composta da querce, carpini e frassini, che la rendono un ambiente straordinario anche dal punto di vista botanico.
 
Vi aspettiamo!



